Makeit Land un grande progetto per piccoli artigiani

Se amate l’artigianato, avete tante idee ma non sapete da dove iniziare per metterle in pratica Makeit Land è la soluzione che fa al caso vostro! Di cosa si tratta? Ce lo spiega Elisa Santoro, classe 1983, una laurea in Comunicazione e una grande passione per il patcwork che da qualche anno è diventata un vero e proprio lavoro. Ma prima, scopriamo il suo identikit!

ANNO DI NASCITA: 1983
DIPLOMA: Liceo Scientifico con doppia lingua straniera
LAUREA: triennale in Comunicazione interculturale, specialistica in Comunicazione multimediale e di massa
PROFESSIONE: patchwork crafter titolare di Dilana&Dilino Creazioni Patchwork e CEO di Makeit Land
SEGNI PARTICOLARI: senza Jane Austen, Louisa May Alcott, Margareth Mitchell, Maria Callas e Mina non sarei quella che sono.
SITO INTERNET: www.makeitland.com – blog: http://dilanaedilino.blogspot.it/

Partiamo dalla fine, ci puoi raccontare del tuo progetto: Makeit Land?
Makeit Land
è la prima piattaforma italiana dove gli appassionati di arti creative potranno trovare video-corsi online (in streaming) sui loro passatempi. Senza muoversi da casa avranno a disposizione corsi completi girati professionalmente dal nostro team di videomakers e non avranno più il problema di cercare un negozio vicino a casa con orari comodi o rinunciare a imparare cose nuove perché in qualsiasi momento e in qualsiasi posto potranno vedere in streaming i corsi che hanno scelto e trovato su Makeit Land. Gli ambiti creativi non saranno solo cucito o maglia ma anche fotografia, cucina, cake design, grafica. Selezioneremo i giusti insegnanti per dare sempre il meglio agli appassionati. Su Makeit Land, inoltre, troveranno anche tutti i materiali dei corsi direttamente dal nostro e-commerce in modo da non dover cercare su mille siti quello di cui hanno bisogno. Makeit Land sarà anche una community in cui ci sarà scambio di idee e domande tra appassionati e insegnanti.

A che stadio si trova il progetto?
Adesso Makeit Land è una community di appassionati che aspetta l’uscita della piattaforma. Ci servono i fondi per andare on-line e abbiamo scelto come sistema Eppela che è un nuovo bellissimo sistema per organizzare raccolte fondi senza dovere per forza far capo a un grande investitore. Se un progetto piace sono gli stessi followers a dare una mano perché i riceva i fondi per iniziare. Viene premiata l’idea e il modo in cui è presentata. Con 5€ si aiuta in maniera già molto significativa. Noi abbiamo creato un video e scelto regali di ringraziamento in tema hand made per tutti coloro che vorranno aiutarci: dai cuscini ai character personalizzati fino ad una cena con tutto il team. Donare è semplicissimo: basta registrarsi e dopo aver scelto la donazione pagare con una carta prepagata o una carta di credito. E’ tutto molto semplice e sicuro, per chi fosse interessato abbiamo anche fatto un post sul blog con tutti i passaggi. L’obiettivo è raggiungere o superare 4500 Euro. I soldi, infatti,  ci servono per finanziare una parte della piattaforma e solo in questo caso prendiamo il finanziamento. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo le donazioni vengono immediatamente restituite.

SCOPRI IL PROGETTO IN QUESTO VIDEO

Ma facciamo un passo indietro. Come sei riuscita dopo la laurea in Comunicazione a trasformare la tua passione per il patchwork in un vero e proprio lavoro?
Un passo alla volta sto cercando di creare con le mie mani un lavoro letteralmente cucito su di me e spero di aver intrapreso la via giusta. Quando ho iniziato l’università in contemporanea studiavo canto in conservatorio e sognavo di fare la cantante lirica, poi il tempo e l’esperienza mi hanno insegnato che non era la strada giusta per me.  Mi è sempre piaciuto “creare con le mani”. Da piccola mi incantavo a guardare una mia compagna di scuola mentre disegnava e la imitavo così come ammiravo mia nonna che era bravissima con i ferri e l’uncinetto. Un giorno mi hanno regalato un kit per il mezzo punto e da allora non ho più smesso. Sono partita col ricamo, ma la mia era una continua ricerca del bello (secondo il mio gusto ovviamente). Compravo libri su libri e le foto degli ambienti erano così belle che ho avuto un colpo di fulmine vedendo morbide coperte fatte di piccole stoffe e lì ho scoperto il patchwork e una volta scoperto è diventato una passione e poi un lavoro.

Come hai iniziato a sperimentare un nuovo percorso professionale?
Tutto è cominciato con Dilana&Dilino,un progetto nato diversi anni fa che sognavo di trasformare in un percorso imprenditoriale. La mia idea iniziale era quella di vendere kit di stoffe di lana per le appassionate di patchwork, ma il progetto non prese mai il volo. Trasferendomi poi da Torino a Milano ho iniziato a lavorare in un’agenzia di comunicazione in cui mi occupavo di pubblicità e realizzazione di allagati tematici di alcune importanti testate, ma dopo più di due anni il lavoro mi stava stretto… era sempre lo stesso e non mi dava più stimoli. Così ho fatto la follia di lasciarlo. E dopo una breve parentesi in un’agenzia di organizzazione d’eventi ho iniziato la mia avventura con Makeit Land.

Quali sono state le reazioni di amici e parenti?
Quando parlo di Makeit Land di solito sono sempre tutti molto interessati ed entusiasti ma sotto credo che la maggior parte delle persone pensi che ho fatto una follia a lasciare un lavoro a tempo indeterminato per uno basato solo su di un sogno e una passione. I miei genitori hanno seguito il mio percorso man mano e forse avrebbero preferito per me un percorso più semplice.

Quando hai capito che la tua passione sarebbe potuta diventare un vero e proprio lavoro?
Dopo aver fatto Innovaction Lab, il primo corso che ti permette di portare la tua idea davanti agli investitori. Ne sono venuta a conoscenza grazie ad un’intervista rilasciata da Monica Archibugi de Le Cicogne a C+B. Durante Innovaction Lab ho conosciuto Giulia (adesso direttore creativo di Makeit Land) e l’avventura è iniziata!

Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto affrontare nel tuo nuovo percorso?

Lavorando per se stessi non hai mai pause, tutto dipende dalla propria capacità di gestirsi e anche la sera non stacchi mai del tutto. L’altra grande difficoltà è trovare dei compagni di squadra davvero in linea con te e con il progetto.

 Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare della propria passione un lavoro vero e proprio ma non ha ancora avuto il coraggio di farlo?Consiglierei di affinare sempre di più l’obiettivo e poi di agire per perseguirlo con tutte le proprie forze, si vive una volta sola!

Se ti è piaciuto il mio blog, non perdiamoci di vista!

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