Tra magia e realtà: la storia di Walter Rolfo

Questa è la prima volta che mi trovo di fronte a un mago in carne e ossa. Come ogni mago, Walter Rolfo conosce i trucchi del mestiere e ne custodisce gelosamente i segreti. Il suo sogno è creare la magia 3.0, insieme ad Alessandro Marrazzo regista e scenografo di fama mondiale. È convinto che non ci sia niente di impossibile e a giudicare dal suo curriculum, sembra difficile contraddirlo. Oltre a essere illusionista e CEO dei Masters of Magic, è un imprenditore, ha scritto e condotto programmi televisivi per la RAI, ha creato insieme a Matteo Rampin e Pasquale Acampora, della Think Strange® Philosophy che insegna alle aziende di tutto il mondo. Il tutto partendo da una laurea in Ingegneria Gestionale. Non sono riuscita a capire esattamente di quante ore siano fatte le sue giornate e se nasconda un alter ego da qualche parte, tutto quello che sono riuscita a scoprire in questa intervista!

ANNO DI NASCITA: 1972
DIPLOMA: Maturità scientifica
LAUREA: Ingegneria Gestionale
PROFESSIONE: Illusionista, ingegnere, imprenditore
SEGNI PARTICOLARI: Avere un vocabolario sprovvisto del termine “impossibile”
SITO: www.walterrolfo.it

Illusionista, mago, esperto di comunicazione. Non dico che sia impossibile, ma come si fa?
Innanzi tutto, avendo eliminato dal mio dizionario la parola “impossibile”, devo fare uno sforzo d’immaginazione per capire cosa tu intenda… 🙂 Fin da bambino sono sempre stato una persona curiosa e affascinata dalla vita, capace di emozionarsi per tutto, dalle piccole alle grandi meraviglie della quotidianità. Questo il mio percorso: nasco mago, m’involvo ingegnere, poi divento giornalista ed infine mi lancio nella carriera di imprenditore per sperimentare la magia come mezzo di comunicazione e creare quella che io chiamo la “Magia 3.0”. Anche la gestione del tempo è un’arte e, in quanto tale, bisogna allenarsi duramente per potersi concedere il lusso di esercitarla.

Ma andiamo per gradi. Dove nasce la passione per la magia?
Anche la mia storia, come quella di molti illusionisti italiani, parte da un libro di magia del grande Maestro Silvan, un faro per molte generazioni di prestigiatori nel mondo. Come accade spesso nella vita, un po’ per caso mi sono imbattuto in un manuale di magia di Silvan, adagiato per combinazione alla mia altezza nello scaffale di mio zio. Avevo 10 anni e da allora la magia ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore.

Come sei diventato un illusionista?
Lavorando sodo. La magia è anche detta la Regina di tutte le Arti, perché un buon mago deve saper scrivere i propri testi, progettare e costruire i propri prestigi, danzare, recitare, avere presenza scenica, capacità comiche e senso del ritmo. proprio in quanto sovrana assoluta non è incline al perdono. L’allenamento costante è l’unica strada praticabile per un buon illusionista. Facendo pratica ero spronato a migliorare e, soprattutto, avevo modo di testare i miei nuovi effetti con tutti i parenti, amici e con le ragazze che sottoponevo a sessioni di magia lunghissime. Confesso che non c’è donna che abbia conquistato alla quale non abbia fatto scegliere una carta da un mazzo. Anche per questo sono molto grato a quest’arte meravigliosa, che mi ha insegnato principalmente, che il duro lavoro, è sempre ripagato con ottimi frutti.

Come si diventa maghi in Italia?
Si diventa maghi in Italia, con una grande costanza, una certa dose di follia ed una grande passione (dote che caratterizza noi italiani da sempre). La comunità magica è molto forte e molto coesa, difficile entrarvi se non dimostri vero amore per l’arte Magica. Ho conosciuto tra i maghi molte persone con cui tutt’oggi condivido passioni, interessi e idee, i miei più cari amici sono tra loro e con la loro energia mi danno quotidianamente stimoli e spunti di crescita.

Perché la scelta di fare ingegneria?
Ho scelto di frequentare il Politecnico per conciliare l’anima più scientifica e rigorosa del mio carattere. Benché abbia uno spirito artistico, la mia natura e il mio approccio all’esistenza è prevalentemente razionale e logico. Gli esami e le lezioni che ho imparato a ingegneria aiutano tutti i giorni non solo il mio lavoro di imprenditore, ma anche il mio lavoro creativo ed artistico. Non ultimo c’era la voglia di dare una soddisfazione importante ai miei genitori che se la meritavano per avermi sostenuto e amato sempre, in ogni momento della mia vita.

Com’è stata la tua esperienza nel mondo della televisione davanti e dietro le quinte?
La televisione è sempre stata un mio sogno, fin da bambino, ma non l’ho mai vista come un punto d’arrivo. Ho avuto il privilegio di fare svariate esperienze dietro e davanti la camera, come autore e come conduttore ed ogni volta ne sono uscito accresciuto. Mi piace la televisione proprio per questo, perché è un mondo in costante evoluzione e di grandissimo fascino, soprattutto quando ne inizi a comprendere le dinamiche. Io ho scritto per molti anni per trasmissioni scientifiche ed era un lavoro bellissimo perché ero pagato per studiare. Come nella magia, non basta essere bravi, in televisione bisogna essere allenati e perseveranti.

In che modo il pensiero illusionista può essere utile a un’impresa?
Il pensiero Aristotelico che impariamo a scuola, è un pensiero verticale e ci conduce da un punto A ad un punto B con una linea retta. Il rischio è che se nel mezzo troviamo un ostacolo, perdiamo la capacità di raggiungere il punto B. Il pensiero illusionistico, cioè quello a cui fanno ricorso i maghi, è un pensiero laterale che porta da A a B con una linea curva e consente di aggirare un ostacolo trovando soluzioni a cui il pensiero aristotelico non conduce. Qui sta la straordinaria potenza di quest’arte, nell’insegnare che nulla è irrealizzabile, basta solamente cambiare prospettiva, cercando strade diverse.

C’è qualcosa che proprio non sai fare?
Sono tante le cose che non so fare, ma non c’è niente per cui io mi ponga dei limiti. Cerco di mantenere aperte tante strade di fronte a me, senza restare in ottusa contemplazione dei miei risultati, perché i miglioramenti si raggiungono solamente uscendo dalla propria zona di confort e lanciandosi in quelle imprese che sembrano troppo grandi per essere realizzate. Solo inseguendo follie si possono realizzare progetti altrimenti impossibili.

Quali sono i prossimi eventi in cui sarai impegnato?
Sto per partire con una nuova trasmissione in Olanda, su una delle più importanti reti nazionali olandesi. Saranno 10 puntate dedicate alla magia dove io e Uri Geller saremo i Masters di due Team di Mentalisti grazie ai quali indagheremo sui principali segreti della mente umana. Mi affascina molto come esperienza, tutto dovrà essere presentato in inglese, diciamo che sto per uscire pesantemente dalla mia zona di confort. Insomma ci sono tutti i requisiti per fare qualche cosa di speciale e, spero, di grande.

Cosa consiglieresti a un giovane che non riesce a trovare la propria strada?
Di fermarsi e di pensare seriamente a quale sia il proprio sogno. Il primo segreto per realizzare i propri sogni è averne uno. Sembra semplice, ma molte persone non realizzano i propri sogni, semplicemente perché non li hanno. Trovato il proprio sogno buttarcisi dentro e inseguirlo senza freni e senza ragione, qualunque facoltà abbiate fatto, qualunque carriera scolastica abbiate intrapreso, seguite il vostro sogno a prescindere, la felicità sarà una piacevole conseguenza.

“Cambiare cappello significa cambiare idee, avere un’altra visione del mondo”
C.G. Yung

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