Vita da startupper, l’esperienza di Youth Moving

Ci sono startup che nascono nei garage o negli scantinati, come nei migliori film americani. La loro è nata, in cucina in perfetto stile italiano. Oggi vi racconto la storia di Alessandro, laureato in Economia e Giorgio, laureato in Giurisprudenza, che per fondare la loro startup Youth Moving,  hanno deciso di lasciare il lavoro e investire tutte le risorse nel loro progetto.

In 140 caratteri, di cosa si occupa la vostra startup?
Youth Moving
offre prodotti e servizi per mover, i giovani che si trasferiscono in un altro paese per studiare, lavorare o fare un’esperienza all’estero.

Presentateci il vostro team!
All’inizio eravamo in tre e lavoravamo in una cucina… Facevamo praticamente tutto noi, dalla scrittura dei contenuti alla consegna delle guide turistiche per i mover, dal progetto del sito web alla vendita degli spazi pubblicitari, dall’organizzazione degli eventi alla contabilità. Da un anno e mezzo finalmente lavoriamo in un ufficio e siamo riusciti ad espandere il team: oltre allo sviluppatore abbiamo un community e content manager, un commerciale, un’event manager, una persona che si occupa dell’amministrazione e collaboriamo con diversi freelance, principalmente per grafica, design e video making.

Come è nata la vostra avventura da startupper?
L’idea di Youth Moving è nata in seguito alle esperienze personali che io (Alessandro) e Giorgio abbiamo fatto all’estero in diverse città, in Europa e in America. Grazie a queste, abbiamo scoperto che i mover hanno esigenze particolari e specifiche così abbiamo voluto creare qualcosa che potesse andare incontro a queste necessità. La continua crescita delle community online e dei social media, ci ha spinto a creare www.YouthMoving.com.

Pur essendo partiti dall’idea del sito internet, il nostro primo prodotto è stata la “Youth Moving International Guide”, una guida NON turistica di Milano ovviamente dedicata ai mover. Abbiamo raccolto informazioni utili per chi decide di trasferirsi a Milano per un periodo prolungato, ad esempio come fare il codice fiscale o il permesso di soggiorno, come fare l’abbonamento ai mezzi pubblici, come trovare alloggio e qualche consiglio su come vivere da vero “milanese” (slang, abitudini, ricette tipiche, ecc…). Le guide sono distribuite gratuitamente nelle università, nelle residenze studentesche e in diversi punti di interesse per i mover e sono consultabili e scaricabili in versione digitale. Siamo arrivati all’ottava edizione di Milano, ne abbiamo pubblicata una a Firenze e abbiamo sorprese per il 2016!

In cosa consiste il servizio che offrite?
YouthMoving.com offre l’opportunità di scambiarsi informazioni e condividere annunci con lo scopo di facilitare l’arrivo e l’adattamento in una nuova città. La natura del network si basa sui contenuti generati e condivisi dagli utenti, in questo modo i mover possono trovare una vasta gamma di informazioni divise per argomenti. Inoltre, da pochi mesi anche le società e le associazioni “movers friendly” possono registrarsi al sito e proporre i loro servizi. In questo modo Youth Moving funge da intermediario e aggregatore di servizi molto eterogenei tra loro, come ad esempio scuole di lingua, affitta camere, locali notturni, compagnie telefoniche, trasporti, ecc… La nostra community non è solo “online”, ma organizziamo diversi eventi durante l’anno, dai city tour alle cene, dalle feste in discoteca ai viaggi, riscontrando un’alta partecipazione di mover!

Come avete trovato l’investimento per avviare la vostra attività?
Abbiamo iniziato sviluppando l’idea della community online per mover e cercando uno sviluppatore che potesse trasformarla in realtà. Nel frattempo abbiamo partecipato e vinto un bando della Camera di Commercio di Milano che ci ha permesso di sostenere le spese di apertura della società e il prototipo del sito (circa diecimila euro). Durante lo sviluppo di YouthMoving.com abbiamo deciso di pubblicare la prima “Youth Moving International Guide”, vendendo spazi pubblicitari all’interno e investendo il ricavato in programmazione. Quando finalmente abbiamo avuto una versione beta del sito, abbiamo presentato il progetto ad alcuni concorsi e fiere, suscitando l’interesse di Wellcare, oggi nostro partner industriale, grazie al quale abbiamo migliorato i nostri prodotti, sviluppato il marketing, la brand awareness e trovato nuovi clienti. Nel 2015 abbiamo ricevuto un primo round di finanziamenti da una società d’investimento basata in Lussemburgo, grazie al quale abbiamo potuto espandere il team e migliorare l’organizzazione della società.

Quando sono arrivati i primi guadagni?
Per necessità abbiamo dovuto iniziare a fatturare sin dai primi mesi, vendendo spazi pubblicitari sulle “International Guides” e investire tutti i ricavi. Dopo un paio d’anni abbiamo iniziato a vedere uno stipendio anche noi!

 Quali sono state le principali difficoltà che avete incontrato?
All’inizio è stata dura perché, non avendo molti soldi da investire, abbiamo deciso di rischiare investendo tutto il nostro tempo, lasciando i nostri lavori e ci siamo ritrovati a fare tutto, dalle pubbliche relazioni alle strategie di marketing, dalla vendita porta a porta di spazi pubblicitari alla consegna delle guide. Al momento, con una struttura aziendale più organizzata ed efficiente, le principali difficoltà sono legate alla crescita della community nelle diverse città. Abbiamo sperimentato che una determinata strategia può funzionare a Budapest, ma non avere nessun effetto a Londra e viceversa. C’è un grande lavoro di analisi da fare prima di decidere di puntare su una determinata città.

Cosa consigliereste a chi vorrebbe fondare una startup ma non sa da che parte iniziare?
Molte persone pensano che basti avere una buona idea per aprire una startup di successo. Ovviamente non è così, anche se è un ottimo punto di partenza.
È importante analizzare il mercato e individuare i competitor, capire punti di forza e di debolezza e testare una versione iniziale del prodotto quando è possibile. È importante avere già un’idea di come monetizzare, anche se spesso con il passare del tempo si possono creare nuove opportunità e può cambiare il business model, si deve avere la risposta a “ok, e come farai soldi?” perché qualsiasi interlocutore “del mestiere” lo chiederà. Un’altra cosa molto importante, a mio avviso, è la composizione del team. Spendere tempo all’inizio per trovare le persone giuste, può essere il più grande investimento della società.

“Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa”
Lev Tolstoj

 

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