Dalla laurea in Scienze ambientali a esperto di web marketing vi presento Giorgio Minguzzi

Un ragazzo iscritto all’Università di Scienze Ambientali, un sito web commissionato da un prete e un incontro fortuito con il cardinale Ratzinger, potrebbero essere gli ingredienti perfetti per un libro di Dan Brown, invece, è la curiosa storia di Giorgio Minguzzi che partendo da una laurea in Scienze Ambientali è riuscito ad affermarsi nel mare del web come esperto di marketing e comunicazione. In questa intervista vi racconto la sua storia!

DIPLOMA: liceo scientifico
LAUREA: Scienze Ambientali
PROFESSIONE: consulente di marketing
SEGNI PARTICOLARI: podcaster
SITO: http://www.merita.biz/

Tornando indietro negli anni, perché hai deciso di iscriverti a Scienze Ambientali?
Non c’erano percorsi di orientamento quando mi sono diplomato. Posso dire che nella scelta dell’università mi sono fatto condizionare dalla pubblicità, in cui Scienze Ambientali veniva presentata come l’università del futuro. Ci ho messo tanto a finirla.

Come hai iniziato ad avvicinarti al mondo del web?
Un anno prima della tesi, un amico prete mi chiede di dargli una mano per fare un sito a un collega cardinale. Ho accettato senza sapere come si facesse. Mi sono chiesto: come si fa un sito web? Dal 98 al 2000 mi sono messo a studiare per realizzare un sito web. Mi sono proposto a un’azienda, chiedendo di poter fare uno stage. Sono riuscito a realizzare il sito, era un sito contenente tutti i documenti della Congregazione della Dottrina della Fede. Ai tempi Ratzinger ne era il Prefetto. Il lavoro come programmatore non mi dispiaceva, ma quando mi proposero di iniziare un percorso nel sale&marketing mi sembrò più interessante. In più era un po’ il riconoscimento di un percorso iniziato durante il periodo dell’università con alcune associazioni studentesche.

Come hanno reagito i tuoi genitori?
Mia mamma è stata contenta che mi fossi sistemato, mio padre avrebbe voluto che lavorassi nel settore della sicurezza industriale. Oggi, invece, sono più contenti.

Quando hai iniziato a lavorare nel marketing?
Quando ho finito l’Università ho iniziato a lavorare in una società IT nel settore marketing. Sono rimasto lì per più di sette anni. Ho lavorato come brand manager di Nokia, poi ho cambiato lavoro, per sette anni ho lavorato per la Marini di Alfonsine gestendo come product manager i mercati Orientali e in particolare la Cina. Ho viaggiato molto e ho avuto modo di lavorare in contesti internazionali. Inoltre, ho seguito alcuni casi di digital transformation che hanno coinvolto persone su più nazioni in 4 continenti.

E oggi di cosa ti occupi?
Dopo diversi anni come dipendente, ho deciso di cambiare di nuovo strada e intraprendere un nuovo percorso come imprenditore. Sono fatto così, dopo anni che faccio lo stesso lavoro, sento la necessità di sperimentare qualcosa di nuovo.Oggi mi occupo di consulenza strategica per le aziende e insieme a due soci ho lanciato la startup Improovo, una piattaforma online per favorire l’incontro tra le aziende e professionisti che si occupano di formazione.

Hai incontrato qualche difficoltà a lanciare la tua startup in Italia?
In Italia il terreno per chi vuole creare impresa è pessimo, soprattutto a causa delle lungaggini burocratiche e di un clima umano depresso e rassegnato. Un’altra difficoltà è legata al fatto di trovare giovani collaboratori. È difficile trovare giovani interessanti a un mestiere. I colloqui sono spesso deprimenti. Iniziano e finiscono con “quanto prendo e quante ferie ho”. Del resto però dopo anni di promozione dei lavori precari e liquidi, del “lavoro fluido” è normale che ora i giovani siano guidati da logiche molto vicine all’opportunismo.

Come vedi i giovani di oggi?
Il problema dei ragazzi di oggi non è lo studio ma la pratica. Un giovane che oggi decide di partire da zero a fare qualcosa ha l’80% di risorse per imparare a farlo e il restante 20% lo può imparare guardando gli altri. In fondo è quello che ho fatto anch’io. Dieci anni fa la mia professione non esisteva, le cose più importanti le ho imparate guardando gli altri, provando, sperimentando, correggendo gli errori.e formandomi continuamente attraverso corsi online e podcast.

Non ti manca il posto fisso?
L’attività imprenditoriale è una montagna russa. Quando lavori come imprenditore, spesso, devi occuparti di tutto, anche di cose di cui prima non ti occupavi come la fatturazione o altre pratiche che ho dovuto imparare a sbrigare. Aver ricoperto diverse funzione durante la mia attività da dipendente mi ha aiutato a essere attento ai diversi aspetti.

Per farsi conoscere molti utilizzano YouTube, tu invece hai puntato molto sul podcast come mai questa scelta?
In America i podcast sono molto diffusi, li ascolta un americano su 4. Credo molto nell’efficacia di questo strumento che permette di rimanere aggiornati in qualunque momento della giornata. Realizzare un podcast è molto impegnativo e devo dire che nonostante gli inizi un po’ deludenti dopo un anno sono passato da 100 a 10 mila ascoltatori al mese.

 

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