Una laurea nel cassetto e un lavoro da presentatrice: la storia di Federica Costantini

Ci sono professioni, che mi accorgo di non aver mai preso in considerazione. Uno di questi è la presentatrice, un mestiere che ho sempre associato ai grandi palchi, ma che come ogni professione ha la sua gavetta. Oggi vi racconto la storia di Federica La Costantini, che messa nel cassetto la laurea in Psicologia ha scelto di seguire la sua passione e fare la presentatrice.

DIPLOMA: Liceo classico sperimentale a opzione italo-spagnola
LAUREA: Laurea magistrale in psicologia evolutiva
PROFESSIONE: presentatrice
SEGNI PARTICOLARI: energia vulcanica, creativitá e anima libera
SITO INTERNET: www.federicacostantini.com

Come è stato l’impatto con il mondo del lavoro dopo l’università?
Il mio impatto con il mondo del lavoro è avvenuto molto prima della fine dell’università: a 15 anni ho ricevuto la mia prima proposta come animatrice dopo aver frequentato un corso, proposta non andata a buon fine vista la tenera età.
A 18 anni, però, ho avuto la prima esperienza in villaggio. Da lì è stato un susseguirsi di impegni negli ambiti più disparati: dall’animazione in villaggio a quella per il Festival del Cinema di Roma, dalla group leader di vacanze di studo all’estero al convegno alla Camera dei deputati, dalla formazione in aula a trainer per la Comunità Europea, dalla ristorazione al customer care.

Finita l’università, il lavoro non era un universo sconosciuto per me. Una cosa, però, la ricordo bene: ero a poco più di un mese dalla mia seconda laurea e avevo all’attivo anche un master e due tirocini ma sentivo profondamente di non essere competente. Non è assurdo? Oggi, a distanza di anni, posso dirti che, seppure fosse un’impressione totalmente soggettiva, era anche frutto di un sistema e di una didattica, spesso lontana dalle reali esigenze del mercato e poco focalizzata a fornire metodologie operative e buone prassi. Questo l’ho capito dopo ma l’ho capito in tempo e mi sono andata a cercare da sola ciò di cui avevo bisogno per lavorare e che il mercato del lavoro richiede per poter essere un valore aggiunto in esso.

Come si passa da: voglio fare la psicologa a faccio la presentatrice?
Si passa attraverso un travaglio di anni ed anni. Se mi guardo indietro vedo quanto la comunicazione sia stata presente nella mia vita, solo che io non l’avevo mai presa sul serio. All’università tutte le volte che c’era uno speech i miei colleghi me l’affidavano, i miei esami orali erano diventati dei banchi di prova per testare idee e forme di linguaggi differenti, non c’era festa in cui non facessi la speaker, fui invitata a una conferenza stampa per gioco e sono finita a collaborare con una testata online come video intervistatrice, presentai la mia tesi triennale al convegno nazionale di criminologia prima di discuterla all’università… cos’altro doveva succedere perchè capissi che potevo fare anche questo? Un palco! E’ così è stato! (per fare un salto nelle mie vite passate c’è LinkedIn 😉 

Cosa ti ha portato a sperimentare nuovi ambiti professionali?
La voglia di mettermi in gioco e una smisurata curiosità, la passione per l’essere umano, le sue forme, i modi di fare, di essere assieme alla bellezza e la sfida di creare nuove realtà che siano esse eventi, brand o progetti!
In poche parole: entro in un mondo, mi immergo, lo respiro, lo vivo e lo racconto… ecco la meraviglia!

Hai viaggiato molto all’estero per diversi anni cosa ti ha spinto a partire? Di cosa ti sei occupata all’estero?
Viaggiare è un corso accellerato di conoscenza di sè stessi ed è per questa ragione che sono partita. La voglia di camminare per ‘sentieri meno battuti’ mi ha portato ad andare in giro per il mondo.
D’altronde, come puoi parlare del mondo se non lo conosci?
E poi la vera trasformazione si ha solo attraverso l’esperienza di luoghi, situazioni e persone. Viaggio da quando avevo 13 anni: ricordo ancora quanto i miei compagni di scuola mi giudicassero folle quando accettai di partire per la Grecia con la classe di un altro paese senza neppure un’amica o una persona che conoscessi. Fu un’esperienza eccezionale. Da quel viaggio non ho più smesso e sono partita per vacanze studio, training della Comunità Europea, corsi, per puro piacere e anche per lavoro, con un contratto di Lottomatica (in Lettonia e a Malta). In Messico, invece, ho collaborato con un centro imprenditoriale e poi in un programma nazionale sul canale KW passando per ospitate in tv locali ed eventi nella regione di Guanajuato.

Come è stato visto il tuo cambiamento professionale da amici e parenti?
Come una follia, ma poi hanno imparato a rispettare la mia scelta.
Altre persone, invece, ancora oggi, dopo anni mi chiedono ‘perchè non fai la terapeuta?’ con aria tra lo sconfitto e il dispiaciuto quando non c’è proprio nulla da rimpiangere: prima di tutto ho scelto di sperimentare altre strade e, poi, il ‘fare la ‘terapeuta’ avviene in una maniera meno convenzionale.
Domani potrei anche decidere d’iscrivermi all’albo e di proseguire quel percorso ma potrei anche scoprirmi altro.
Siamo così abituati al dover sapere cosa fare nella vita appena finito le superiori, o pressati dal dover decidere ciò che ci definisce il prima possibile dal non poterci e volerci permettere di cambiare idea, sperimentare o andare mai troppo oltre la definizione che ci siamo dati o che ci hanno dato. In questo modo perdiamo una grande possibilità: stupirci e scoprirci come essere umani dalle infinite potenzialità.

Come hai vissuto l’arrivo dei 30 anni?
Non ho nessun tipo di preconcetto rispetto al tempo: non misuro la mia età in base a un numero. Cosa succederebbe se invece di associare alle età scadenze, accezioni o valenze (spesso negative) provassimo a vivere l’età che abbiamo godendo di ciò che facciamo e rispettando i tempi e i ritmi personali e naturali?

Si riesce a vivere facendo la presentatrice?
Se il lavoro non porta guadagno non è un lavoro ma un hobby e fare la presentatrice per me non lo è! Ovviamente oltre alla conduzione ho nella mia ‘cassetta degli attrezzi’ una serie di competenze trasversali, la forma mentis di chi lavora per obiettivi e risultati, una sconfinata passione e tanta tanta determinazione.

Dove ti porterà questa estate?
La mia base sarà il Salento dove presento la quarta edizione di Art City a Collepasso il 24 e 25 agosto e preparo 2 nuovi progetti che lancerò a breve dalla mia pagina Facebook.
La valigia, però, è sempre pronta… chissà che non ci scappi qualche evento in trasferta 😉

 

Se ti è piaciuto il mio blog, non perdiamoci di vista!

Ti aspetto su:

fb

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...