Come fare a costruirsi una nuova identità professionale da autodidatti: la storia di Laura Lonighi

Per chi, come me, lavora online Laura Lonighi è un vero e proprio punto di riferimento, non solo per la sua professionalità ma soprattutto per la sua grande capacità di raccontarsi e dare consigli sempre interessanti con semplicità. Tanto per capirci, non è la classica persona che se la tira, anche se avrebbe tutte le carte in regola per farlo! Leggendo la sua newsletter, ho scoperto con piacere qualcosa di più sul suo percorso professionale. Laureata in Restauro e beni culturali, dopo essersi scontrata con il difficile panorama del mercato del lavoro, ha scelto di ricominciare da capo ripartendo dalle sue passioni principali: il computer e la pittura.

Con determinazione e sacrificio è riuscita a costruirsi da autodidatta un’identità professionale nuova. Ho scelto di raccontarvi la sua storia perché credo possa essere una bella testimonianza di come sia possibile offrirsi una seconda possibilità, anche senza costosissimi Master ma solo con tanta buona volontà e passione. Curiosi di conoscerla? Ecco cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata!

ANNO DI NASCITA: 1985
DIPLOMA: Istituto professionale
LAUREA: Restauro dei beni culturali
PROFESSIONE: web designer
SITO: www.yunikondesign.com

Dalla laurea in Restauro dei Beni Culturali a Blog Designer e Social Media Specialist, com’è stato affrontare il grande passo e soprattutto da dove hai iniziato?
Il passo più complicato è stato prendere atto che nel mondo del Restauro non c’è abbastanza posto per tutti e quindi ricominciare tutto da capo. In Italia è così: ci sono un sacco di scuole di restauro, che formano restauratori che, alla fine degli studi, non riescono a trovare lavoro (o lo trovano sottopagato). Le opere d’arte da restaurare non mancano, ma mancano i fondi per far partire, proseguire o finire i lavori di restauro. Un circolo vizioso che non finisce più.

Per avvicinarti a questa nuova professione hai fatto tutto da autodidatta o hai seguito qualche corso di formazione? Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto superare?
Ho fatto tutto o quasi, da autodidatta. Dopo essermi data un anno nel mondo del restauro e aver toppato, a 24 anni mi sentivo vecchissima. Di tornare a scuola non ci pensavo minimamente, mi mancava tutto: tempo, voglia e soldi. Quindi, con i primi venti di crisi, ho scritto a tutte le web agency della mia città, proponendomi per uno stage non retribuito. Una ha detto sì e da lì poi è iniziato tutto. Per me la difficoltà più grande è stata capire e accettare che non ero fatta per il lavoro da dipendente e che, nonostante i timori, mi elettrizzava ed entusiasmava di gran lunga la vita da freelance.

Come mai hai scelto la strada del web?
Fin da piccola c’erano due cose che mi piaceva fare: giocare al computer e dipingere. Alle superiori ho scelto un indirizzo che mi permettesse di lavorare al computer, con la laurea invece di dipingere. Alla fine con il web ho messo insieme le due cose: creatività e tecnologia. E poi il web – in teoria – è libero, per questo lo amerò sempre.

In cosa consiste il tuo lavoro?
Mettiamo che sei un freelance o un imprenditore di una piccola azienda: la tua attività non è online, ti piacerebbe esserci ma non sai bene da che parte iniziare e diciamocelo, sei pure un po’ spaventato. Eccomi qui. Fornisco gli strumenti necessari per presentare al meglio il business online delle aziende. Più nello specifico realizzo siti web, curo la comunicazione visiva, gestisco le newsletter e i canali social.

Oggi sei diventata un vero punto di riferimento per molti professionisti e giovani online. Dopo quanti anni di lavoro hai visto i primi frutti?
Mah, a me questa cosa di essere il punto di riferimento di qualcuno fa un po’ sorridere: io alle feste sono quella – ancora adesso – che sta in un angolo a guardare gli altri e non vede l’ora di tornarsene a casa. Comunque: come web designer, ho iniziato a lavorare dopo un anno (tra stage ed esperienze agghiaccianti in agenzie di comunicazione). Come blogger bastano sei mesi (belli intensi, eh).

Come si costruisce un percorso di successo online senza gattini e senza selfie?
Impegno, pazienza e sacrificio. Come la dieta.

Hai mai avuto l’ansia da Partita IVA?
No, ma ho avuto l’ansia da lavoro dipendente, va bene uguale?

Chi “soffre” di timidezza (ehm… domanda vagamente interessata) sa quanto possa essere paralizzante in alcune situazioni. Come hai fatto a superarla?
Non l’ho superata, ho imparato a conviverci e sul web l’ho fatta diventare il mio punto di forza. Ho iniziato a soffrire di timidezza alle superiori, all’improvviso: dall’oggi al domani sono passata dall’essere quella che era amica e parlava con tutti, a quella che se ne stava sempre in un angolo, non alzava la mano per rispondere al professore perché temeva gli sguardi della classe, etc.
La timidezza non va sottovalutata, occorre un gran lavoro su di sé e nella maggioranza dei casi è un campanello di allarme su qualcosa di dolorosamente non risolto che abbiamo seppellito dentro di noi con talmente tanta cura che quando è il momento non riusciamo più a ritrovare per allontanarlo e buttarlo fuori, lontano noi. Nei casi più complicati credo non sia possibile farcela con le proprie forze, ma che occorra l’aiuto di un esperto. Io ho iniziato pian piano a capire la mia timidezza quando ho compreso che si scatenava ogni volta che ero troppo severa nei miei confronti. Quando ho cominciato a prendermi un po’ meno sul serio, come per magia, la timidezza ha iniziato a scemare.

Credi che oggi sia ancora possibile riuscire ad avere successo attraverso un blog? Quali consigli dai alle persone che seguono i tuoi corsi e hanno intrapreso da poco questa attività?
Io penso che il fine ultimo dell’aprire un blog non sia arrivare al successo. Tanti che la pensano così aprono e chiudono blog alla velocità della luce e il successo se lo scordano. Quindi dico: come professionisti, aprite un blog per raccontare il vostro lavoro e la vostra professionalità. Fatelo con il vostro stile, non con quello di qualcun altro, e vedrete che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Se ti è piaciuto il mio blog, non perdiamoci di vista!

Ti aspetto su:

fbtwinst

 

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2 pensieri su “Come fare a costruirsi una nuova identità professionale da autodidatti: la storia di Laura Lonighi

  1. Sicuramente una storia interessante e istruttiva. Tuttavia la protagonista ha avuto la possibilità (e fortuna…) di “infilarsi nell’ambiente” tramite uno stage non retribuito, anche per via della sua età di 24 anni. Purtroppo se di anni ne hai quasi 40 e hai fatto ingegneria elettronica, e volessi abbandonare quel settore e fare il manutentore elettromeccanico, difficilmente riuscirai perchè lo stage non puoi farlo per raggiunti limiti di età ed in ogni caso non potresti permetterti di lavorare senza retribuzione.

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