DoubleB l’impresa bio di Sara Abbate dopo la laurea in Relazioni Internazionali

La cosa che mi piace delle interviste è la possibilità di imparare ogni volta qualcosa di nuovo dalle persone che incontro. Questa volta, grazie a una chiacchierata con Sara Abbate, fondatrice di DoubleB Taylored Beauty, una piccola impresa che dal 2014 produce prodotti cosmetici 100% vegan e naturali, mi sono resa conto di non aver mai prestato molta attenzione ai cosmetici che acquisto. O almeno, mi sono sempre fidata del marchio, senza soffermarmi sulla composizione del prodotto. In questa intervista vi racconto come partendo da una laurea in Relazioni Internazionali e passando attraverso un lavoro in Mediaset, sia riuscita a dare vita alla sua impresa!

ANNO DI NASCITA: ’79
DIPLOMA: Liceo Classico
LAUREA: Scienza politiche
PROFESSIONE: imprenditrice o meglio solopreneur
SEGNI PARTICOLARI: raccolgo randagi
SITO: http://www.tailoredbeauty.bio/
Foto di Stephanie Gengotti

Facciamo un passo indietro nel tempo, dopo o la laurea in Relazioni internazionali cosa hai fatto?
Anche se non ho fatto il lavoro che sognavo durante gli studi, ci tengo a dire che per me Scienze politiche è e rimarrà la più bella Facoltà del mondo. Quando mi sono laureata, volevo fare carriera diplomatica. Ho provato due volte l’esame ma non è andata, si vede che la Farnesina non era d’accordo. 🙂 Tramite l’Università, ho trovato uno stage in Mediaset nell’ufficio stampa e ci sono rimasta per otto anni. Lavoravo con partita IVA, ma con orari d’ufficio. Ero brava, ma ci sono molti pro e contro di lavorare nel mondo dello spettacolo e in fondo non ero soddisfatta del lavoro che facevo.

E poi cos’è successo?
Semplice: non mi hanno rinnovato il contratto. In quel momento da un lato mi sono sentita sollevata al pensiero di non dover più avere a che fare con una parte di quel mondo, dall’altra ho pensato: oddio come faccio?! Ma alla fine si è rivelata la cosa migliore che mi potesse succedere.

Come è nata la tua passione per le creme?
Tutto è nato curiosando su internet, ho scoperto l’autoproduzione di cosmetici googlando gli ingredienti della mia crema e scoprendo man mano i dettagli sulla composizione. Ho iniziato a produrre creme per hobby, facendole testare a parenti e amici. Ho visto che i miei prodotti erano apprezzati e molti mi venivano richiesti. Pensa che la prima crema mani (che è in produzione) l’ho formulata per il mio papà, bravissimo a costruire qualunque cosa ma con un grande problema alle mani.

Come si passa da: ho una passione per le creme a creo un’impresa?
Ho fatto tutto con le mie forze, investendo i miei risparmi. Ho iniziato facendo un’analisi di mercato, per vedere se c’erano possibilità di sviluppo e ho visto che quello della profumeria green si presentava come un settore in crescita. In Italia è possibile produrre creme in casa, ma non è consentito venderle, cosa che ad esempio accade in America. Così ho iniziato a cercare un laboratorio cosmetico, disposto a realizzare i prodotti con le mie formule. Non è stato semplice, alcuni laboratori erano troppo grandi per la mia attività, altri troppo semplicistici e ho trovato anche chi voleva approfittare della mia inesperienza ma ho subito capito che si trattava di una fregatura. Alla fine ho trovato un laboratorio piccolo, gestito da una ragazza della mia età con cui da subito si è creato un bellissimo rapporto umano oltre che professionale. Per le questioni burocratiche mi sono rivolta a un commercialista, che mi ha aiutata a capire quale forma giuridica fosse la più indicata per la mia attività e alla fine ho scelto di aprire una s.r.l. Per la realizzazione del sito mi sono affidata a un web master, mentre per tutti gli altri aspetti: comunicazione, marketing, contabilità, spedizioni ho fatto e continuo a fare tutto da sola. Anche se è un lavoro molto impegnativo, mi diverto un sacco! 

doubleb

Come nasce il nome DoubleB?
Semplice, il mio cognome Abbate si scrive con due B, è da una vita che lo ripeto e quando dovevo decidere il nome volevo che fosse qualcosa di mio.

In Italia c’è questa sensibilità ai prodotti bio anche in campo cosmetico?
In Italia l’interesse c’è, ma c’è anche molta disinformazione e dell’argomento viene spesso data una lettura semplicistica: se è bio è buono. Ma in realtà, purtroppo, non è sempre così. Ci sono sostanze, come ad esempio i solventi che sono molto utilizzati in diversi cosmetici, il problema però è che se la loro concentrazione supera una certa percentuale il prodotto rimane troppo aggressivo per la pelle. Anche il prezzo o il fatto che il prodotto sia venduto in farmacia non sono garanzie di qualità. Imparare a leggere l’INCI ovvero la composizione, proprio come si fa con le etichette degli alimenti, è l’unico modo per difendersi.

Come nascono i tuoi prodotti?
Dalla crema per le mani per mio papà, al detergente per il viso alla crema per i capelli, tutti i prodotti nascono per rispondere a un bisogno specifico. Ad esempio, quando mi lavo la faccia mi piace detergerla con l’acqua ma non amo i detergenti per il viso che mi lasciano la sensazione di pelle che tira, così ho cercato di realizzare un prodotto che rispondesse a questa esigenza. A casa ho anche preparato un districante coda per il mio cavallo, che non è in vendita ma mi aiuta a pettinarlo. Prima di avviare la produzione, ogni prodotto viene testato in laboratorio per verificare la sua stabilità.

doubleb_intervista_sara abbate

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato?
La difficoltà più grande è lo Stato. Qualunque cosa ha un costo, non c’è nessun aiuto alle imprese e anche i finanziamenti disponibili sono pochi e legati a procedure estremamente farraginose.

Come hanno reagito parenti e amici alla tua decisione di metterti in proprio?
Devo dire che mi hanno dato tutti un grande sostegno, a partire da mio marito avvocato che mi ha aiutato con la sua consulenza e a volte anche facendo da cavia, ai miei genitori che mi hanno sempre insegnato che nella vita si può fare tutto.

Hai seguito dei corsi?
Ho seguito la CB Academy. Ho trovato molto utili le lezioni di Francesca Marano su come fare un business plan e come gestire i conti. 

Ultima domanda: tornassi indietro rifaresti lo stesso percorso?
Forse, vorrei aver avuto più coraggio. Tornassi indietro farei prima questo passo.

 

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