Università: mamma ho fatto la scelta sbagliata

Confessare ai genitori di aver sbagliato il proprio percorso di studi è un po’ come rivelare un tradimento al proprio fidanzato. Qualunque cosa tu dica o faccia, in ogni caso, sei e resterai dalla parte del torto. Prima di fare la fatidica rivelazione, occorre dunque prepararsi alle possibili reazioni che spesso si innestano in una catena incontrollata. C’è lo stupore iniziale, l’incredulità davanti a un qualcosa che non ti aspetti e che in fondo speri ancora che non si avveri. E così, ha inizio il valzer di rassicurazioni e domande. Si inizia con il classico: non ti preoccupare, è solo un momento, vedrai che passerà e ritroverai l’entusiasmo. Ben presto si passa increduli al: sei sicuro? E infine la fatidica domanda: e allora cosa vorresti fare mandare tutto all’aria? La risposta a questa domanda, sia chiaro, deve essere sempre e comunque: no! Meglio se accompagnata da una appassionata apologia su come lo studio non sia mai sprecato e che la forma mentis acquisita vi darà modo comunque di affrontare il nuovo percorso con un ricco bagaglio culturale. Quello che segue è il momento più delicato. In questa fase la reazione del genitore oscilla pericolosamente tra la rabbia e la delusione, per tutti quegli anni passati all’università, i sacrifici versati e i soldi buttati.

addams gomez

Lo so è la vostra vita. Ma cercate di capire anche loro, gli avete appena tolto il finale che si aspettavano dalla vostra storia. Ed è proprio in questo momento che occorre mantenere calma e sangue freddo, presentandosi con un buon piano B (in mancanza consiglio vivissimamente di attendere momenti migliori per vuotare il sacco). E perché no,  una nuova storia! Ricordatevi che un genitore può accettare anche i cambiamenti più inaspettati, ma non potrà mai tollerare di vedervi ciondolare per casa senza prospettive.  Per rompere il ghiaccio e stemperare gli animi, un buon inizio può essere quello di ricorrere alle storie degli altri, persone che hanno fatto una scelta simile e hanno avuto successo. Un esempio? Nel mio caso, la mia giustificazione preferita è Massimo Gramellini, anche lui laureato in legge che non ha scelto le carriere tradizionali. Nessuno si aspetta davvero che riusciate ad emulare il successo della persona che avete scelto ma almeno avrete reso la vostra scelta se non concepibile almeno contemplabile agli occhi dei vostri genitori.

Nella maggior parte dei casi, mi rendo conto, è difficile riuscire a convincere un genitore che quella che si è decisa è la scelta giusta. In fondo, non è stato facile nemmeno per voi riconoscere di aver fatto un errore di percorso. E allora la cosa migliore da fare è chiedere una piccola tregua, il tempo necessario per provare a sperimentare la nuova strada scelta. In fin dei conti tutti dovrebbero avere diritto a una seconda chance.

La vita è semplice soltanto quando la si affronta con la logica di un bambino. I cinici ne rideranno. Ma gli altri sentono che qualsiasi proposito di riscossa non può che partire dalla capacità di stare al mondo con il desiderio nitido e il cuore infallibile dell’infanzia.

Massimo Gramellini

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