Fiori&Co: quando la vita cambia colore con un nuovo progetto, la storia di Rachele e Claudia

Quando si sceglie cosa fare da grandi, non si pensa all’importanza del colore. Non si riesce a immaginare come possa essere un vita in bianco e nero tra carte e burocrazia, fatta di gesti ripetitivi che senza la giusta passione possono far nascere il desiderio di nuove scoperte. Questa è la storia di Claudia, ex consulente legale, e Rachele, laureata in Scienze dei Beni Culturali ma costretta a ripiegare  su un lavoro come tagliatrice di tessuti, che insoddisfatte della vita che stavano vivendo, dopo il terremoto dell’Emilia, hanno deciso di unire le forze per aprire un negozio di fiori. Le ho intervistate e questa è la loro storia, ma prima scopriamo il loro Identikit!

ANNO DI NASCITA: Rachele 1984 / Claudia 1980
DIPLOMA: Rachele Maturità Classica/ Claudia Maturità Classica
LAUREA: Rachele Laurea in Beni Culturali /Claudia Laurea Magistrale in Giurisprudenza
PROFESSIONE: Imprenditrici
SEGNI PARTICOLARI: Siamo amiche, socie e cognate… what else?? ☺
SITO: www.fioriandco.it

Avete voglia di raccontarci in breve la vostra storia, dalla laurea tra sogni e aspirazioni, alla scelta di aprire insieme un negozio di fiori.
Claudia:
 “Fin da piccola il mio sogno era quello di fare l’avvocato e ho impostato i miei studi per arrivare a quello. Sono stata molto fortunata. Ho lavorato sia in uno studio legale sia in una multinazionale come consulente legale ed in questo modo ho potuto mettere in pratica la mia laurea. Sono tuttora soddisfatta del mio percorso di studi che rifarei sicuramente; mi è piaciuto molto studiare il diritto e le mie esperienze lavorative mi hanno dato parecchie soddisfazioni. Purtroppo, però, ho sempre sentito che mi mancava qualcosa. Fiori&Co. ha completamente colmato quel vuoto e adesso sono felice. Come consulente legale vedevo tutto grigio, adesso finalmente ho riscoperto tutti i colori dell’arcobaleno”.

Rachele: “Dopo la laurea in Scienze dei Beni Culturali ero molto entusiasta e pensavo che sicuramente avrei trovato un posto di lavoro nel mio settore di studi, essendo l’Italia un paese ricco di Beni da tutelare e studiando mi sembrava impossibile non avere un futuro con il mio titolo. Purtroppo però, tra concorsi bloccati e luoghi di lavoro già saturi, non potendomi permettere di stare a casa in attesa di una qualche svolta, cominciai a fare l’apprendista tagliatrice in una ditta che si occupava di taglio tessuti. Ben presto però capii che non era quella la mia strada, stare in un capannone tutto il giorno senza avere nessun contatto con il mondo esterno, se non con i miei colleghi, mi rendeva infelice. Non era quello che avevo progettato per me. Dopo aver studiato tanti anni e dopo aver tanto investito nella mia formazione sentivo di meritare un lavoro che mi rendesse felice e mi facesse sentire realizzata“.

Come e quando nasce l’idea di ”Fiori&Co”? Cosa vi ha portato a scegliere questa nuova strada? Quali sono state le reazioni di amici e parenti?
“L’idea di Fiori&Co. nasce una domenica a pranzo. Era da un po’ di tempo che entrambe riflettevamo su cosa volessimo davvero, la vita ci aveva portato a fare cose che in realtà non ci appagavano completamente. Entrambe sentivamo l’esigenza di fare qualcosa che ci permettesse di metterci in gioco e così ci siamo dette: Ma perché non apriamo un negozio di fiori?! Dopo una settimana eravamo dal notaio a costituire la nostra società. In tutto questo, hanno avuto un ruolo importante i nostri amici ma soprattutto le nostre famiglie che ci hanno sostenuto e spronato”.

Cosa non vi piaceva del vostro vecchio lavoro?
“Ci mancava molto il contatto con il pubblico. Entrambe, durante l’università, abbiamo sempre lavorato in negozi e bar, per arrotondare, e ci siamo accorte che stare con le persone ci piace moltissimo. Inoltre abbiamo voluto dare sfogo al nostro lato creativo”.

Dove nasce la passione per i fiori?
“La nostra passione per i fiori nasce dalla necessità e dal desiderio di riavvicinarci alla natura. Avendo lavorato sempre in spazi chiusi, abbiamo sentito l’esigenza di vivere più a contatto con la natura, i profumi e i colori. Tutt’oggi ci emozioniamo e gioiamo come bambine quando una pianta grassa o un bulbo ci regalano un fiore. Esiste qualcosa di più bello e perfetto di un fiore?”.

Come avete fatto in concreto a intraprendere questa nuova attività? Avete frequentato dei corsi? 
“Non appena abbiamo deciso di aprire Fiori&Co. ci siamo subito informate per frequentare un corso di formazione professionale che ci permettesse di formarci al meglio. Frequentando la scuola di Federfiori a Rapallo, abbiamo conseguito, dopo un anno di studi, il Diploma di fiorista europeo e questo è stato fondamentale. Per avere un negozio di fiori al giorno d’oggi, non basta essere creativi, per essere competitivi è necessario studiare e rimanere sempre aggiornati di modo da proporre ai nostri clienti le soluzioni migliori”.

Quali sono le principali difficoltà che avete riscontrato?
“Le principali difficoltà riguardano soprattutto la parte economica, iniziare un’attività comporta degli investimenti importanti di denaro ed avere una partita IVA in Italia non è di certo facile al giorno d’oggi. Abbiamo chiesto alle nostre famiglie di fare un grande sacrificio e di aiutarci per lo start up. Avendo un mutuo per la casa e pochi soldi da parte, il loro aiuto è stato fondamentale”.

Come mai la scelta di trasferirvi proprio a Cavezzo? Il terremoto in che modo ha segnato le vostre vite?
“Claudia abita da sempre a Cavezzo. Questa città è stata fortemente colpita e sfigurata dal terremoto e questo ha costretto un gruppo di attività commerciali rimaste da un momento all’altro senza negozio, a trovare un sistema che permettesse loro di ricominciare a lavorare nel più breve tempo possibile. Nasce così l’idea del centro commerciale Cavezzo 5.9 (www.cavezzo59.it) realizzato con container marittimi fine corsa. Questo progetto così ambizioso e originale ci è sembrato da subito il luogo ideale in cui aprire la nostra attività. Il terremoto ha stravolto le nostre vite: in modo negativo, perché ci ha tolto ogni punto di riferimento e tante certezze, nonché costretto a lasciare le nostre case (Rachele ha vissuto fuori dalla propria abitazione per due anni e mezzo), ma anche in modo positivo, perché ci ha fatto riflettere sulle cose importanti della vita. Da qui la svolta professionale per entrambe”.

Ho sbirciato tra le foto della vostra pagina Facebook e ho notato un tocco molto personale e creativo nelle vostre composizioni. Come avete cercato di interpretare quella che è un’attività tradizionale?
“L’attività del fiorista esiste da tempo e per questo si potrebbe pensare ad un tipo di lavoro tradizionale, in realtà ogni creazione floreale risente di diverse influenze. Tante sono la variabili che entrano in gioco ogni volta che si crea: i gusti del cliente, l’ispirazione del fiorista, i fiori disponibili in base alla stagione, l’emozione che si vuole suscitare nel destinatario, il messaggio che vogliamo lanciare, le tendenze del momento… Per questo motivo ogni creazione è originale ed unica. Oltre alla passione per i fiori abbiamo coinvolto anche quella per i profumi d’ambiente. In questo modo entrare nel nostro negozio è un’esperienza sensoriale a tutto tondo”.

La vostra posizione economica è migliorata rispetto al lavoro che svolgevate prima?
“Non proprio… anzi! Guadagniamo meno, lavoriamo molte più ore e abbiamo molti più impegni e pensieri. Perché allora lo facciamo? Perché siamo più felici, e finché ci sarà possibile continueremo a coltivare il nostro sogno, sperando che a breve ci permetta di migliorare la nostra condizione economica”.

Cosa consigliereste a chi vorrebbe trasformare la propria passione in lavoro ma non ha ancora trovato il coraggio di farlo?
“Trasformare una passione in lavoro richiede coraggio, tenacia, tanto sacrificio e un pizzico di follia, ma le soddisfazioni che ne conseguono sono infinite. Il nostro motto è stato non abbiamo nulla da perdere, o adesso o mai più e così ci siamo lanciate… consigliamo a tutti di cercare la propria strada professionale, perché la maggior parte della nostra vita la trascorriamo lavorando quindi è fondamentale che il lavoro sia il più possibile gratificante”.

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”
Anthonie de Saint Exupéry – Il piccolo principe

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