Quando i mariti contano più dei meriti

A forza di sentirmi dire “studia Giurisprudenza, ma dai retta a me sposati un notaio” sono arrivata alla conclusione che in Italia i mariti contino più dei meriti. E non è solo questione di una laurea o di un’altra. Anche oggi che la laurea in Giurisprudenza è ormai un ricordo cartaceo, mi capita di imbattermi nell’amico che sogghignando mi dice: “Non ti preoccupare LUI (rivolgendosi al mio fidanzato) diventerà ricco e TU potrai fare la mantenuta”.  Cinque anni di università, un master, due stage, alcune collaborazioni (non sempre pagate) tutto questo per arrivare un giorno a vivere del lavoro di un altro?

No grazie!
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Perché me la prendo così tanto? Perché non si tratta di una semplice battuta tra amici, ma riflette uno spaccato di una mentalità esistente. Se sulla carta siamo tutti uguali, spesso non è così nel raffronto con la realtà. Qui parlano i numeri. Secondo l’ultimo studio del Global Gender Gap sulla parità di genere, tarato sui parametri di salute, formazione, partecipazione economica, rappresentanza politica, le differenze di genere si fanno sentire sul piano economico. A parità di titolo accademico, infatti, un uomo guadagnerebbe il 33, 3% in più rispetto a una donna. Forbice che si allarga se si guardano le posizioni più alte, dove solo un terzo delle donne con un’occupazione riveste una posizione apicale.

Ma in fondo non sono le statistiche che mi preoccupano, quello che mi scoraggia è la presenza di una mentalità ancora diffusa che guarda alla donna come angelo del focolare, a cui competono le questioni domestiche, i figli e solo a margine l’aspetto professionale. Giusto qualche giorno fa ne ho scorto un esempio non in una conversazione da bar ma nelle parole di Camillo Langone che sul Foglio scrive: “Dobbiamo fare più ricerca dice Renzi in collegamento con l’astronauta Samantha Cristoforetti. Troppo giusto. (…) Ma portare ad esempio un’astronauta, ossia una donna che per lungo tempo vive lontana anzi lontanissima dal proprio uomo, è utile nel momento in cui sappiamo che la causa principale del presente declino economico è il declino demografico?”

Non credo ci sia davvero bisogno di dare risposta alla domanda sollevata da Langone, ma non posso fare a meno di prendere le distanze e pensare che fino a quando ci saranno persone che la pensano così i meriti non potranno contare più dei mariti.

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