Perdere il lavoro e ricominciare da capo, la storia di Silvia Berra e del suo Laboratorio Creativo

Ci sono momenti in cui la vita ci offre uno scorcio su più strade, lasciandoci l’illusione di poter scegliere quale percorrere. Altre volte, invece, senza preavvisi ci pone davanti a un vicolo cieco, una strada sbarrata che come unica via d’uscita impone un inaspettato passo indietro. È la storia di Silvia Berra, che dopo aver lavorato per dieci anni nel campo delle risorse umane, all’età di 38 anni, ha dovuto fare i conti con i tagli aziendali e da un giorno all’altro si è ritrovata senza un lavoro. Oggi va di moda dire: il lavoro non si cerca, il lavoro si crea. Si fa presto a dirlo, un po’ di più a farlo. Ricominciare da capo non è mai facile, eppure Silvia non si è arresa alle difficoltà e riscoprendo una sua vecchia passione ha aperto il suo Laboratorio Creativo, dove ogni giorno con amore e un sorriso, dona nuova vita ad oggetti usati salvandoli dalla “rottamazione”. La sua storia è la dimostrazione di come a volte basti cambiare punto di vista per vedere le cose sotto un’altra prospettiva.

ANNO DI NASCITA: 1974
DIPLOMA: maturità magistrale
LAUREA: psicologia del lavoro e delle organizzazioni
PROFESSIONE: artigiana
SEGNI PARTICOLARI:
SITO: www.laboratorio-creativo.it pagina facebook: https://www.facebook.com/LaboratorioCreativo

Iniziamo dal primo capitolo della tua vita. Di cosa ti occupavi prima di perdere il lavoro?
Ho lavorato per circa 10 anni nel campo delle risorse umane, e mi occupavo di colloqui di selezione, formazione, clima organizzativo, gestione aziendale, clima organizzativo.

Quando ti sei ritrovata senza lavoro?
Mi sono trovata senza lavoro nel giugno 2012, all’età di 38 anni. Come è andata? A causa della “Crisi” che ha colpito e colpisce tante aziende sono stati tagliati costi e posizioni aziendali, tra cui anche la mia.

Cosa si prova a perdere il lavoro dopo tanti anni?
Demotivazione soprattutto. Tante persone come me, improntano la propria vita a studiare, a fare la gavetta, a frequentare corsi e master per acquisire nuove competenze e skill professionali, a vivere per il lavoro a discapito della propria vita privata, poi un bel giorno tutto cambia…

Hai cercato da subito una soluzione alternativa o hai continuato a cercare lavoro? Dove hai trovato il coraggio di rimetterti in gioco?
Mi sono messa subito alla ricerca di un’occupazione che corrispondesse al mio profilo. Cercare un lavoro è diventato un vero e proprio lavoro: cercavo nuove posizioni aperte (sia limitrofe alla mia zona di residenza, ma anche un po’ fuori mano), mandavo curricula, contattavo le aziende, le agenzie di lavoro interinale, i portali per la ricerca di lavoro, gli uffici di collocamento, ma purtroppo non avevo risposte, se non il fatidico “le facciamo sapere” (a proposito vi ho già detto cosa ne penso dei le faremo sapere. Leggi l’articolo su: http://goo.gl/IEi8uD) . Giorno dopo giorno vivevo, non avendo risposte dal mondo lavorativo, mi sentivo triste, quasi depressa, con la sensazione di non riuscire a concludere nulla. Così ho imparato a gestire meglio il tempo, suddividendo la giornata in due momenti, uno dedicato alla ricerca di un lavoro, al pc o al telefono, ed uno un po’ più creativo, e sicuramente più soddisfacente: in garage presso l’abitazione di famiglia ho iniziato a creare oggetti con materiali che avevo sottomano.

Oggi va di moda dire: il lavoro non si cerca, il lavoro si crea. Ma come si fa?
Personalmente mi è sempre piaciuto credere nell’arte dell’arrangiarsi. Sono convinta che ognuno ha dentro di se un’infinità di risorse, quando le cose vanno bene ce ne dimentichiamo, quando invece vanno male, riaffiorano, emergono, si fanno notare. E cosi è stato per me. Nei piccoli ritagli di tempo mi è sempre piaciuto occuparmi di un po’ di fai da te. Quando sono rimasta senza lavoro, di tempo ne avevo tanto e cosi ho deciso di sperimentare, creando con materiali di recupero, vari oggetti.

Dove nasce la passione per l’artigianato? Hai seguito dei corsi?
Ho seguiti corsi e workshop di decorazione del mobile. Oggi internet offre tantissimi tutorial su come creare un oggetto partendo da materiali di recupero, ce ne sono davvero tanti online e nel corso delle mie giornate ne ho messi in pratica parecchi. Mi sono detta, se lo faccio io lo possono fare tutti: tutti possiamo guardare un video per imparare come creare qualcosa … ma ritengo che sia sempre opportuno differenziarsi, e per cui ho deciso di dare un tocco creativo in più alle mie creazioni, andando poi a decorarle applicando tecniche di diversi stili di arredo: shabby, country, decape, decoupage, millerighe…

In cosa consiste il tuo nuovo lavoro?
A distanza di due anni dall’apertura di Laboratorio Creativo il mio nuovo lavoro si è specializzato su due fronti: la creazione di oggetti e complementi di arredo con materiali di recupero, e la decorazione di vecchi mobili vintage in stile country, shabby, decape, ecc.

Dopo quanto tempo sei riuscita a fare del tuo nuovo lavoro una vera professione? Dopo quanto hai aperto partita IVA? Il tuo laboratorio è casa tua? Hai dovuto fare degli investimenti per avviare la tua nuova attività?
Sono stata fortunata perché in famiglia abbiamo una società che si occupa di progettazione ed allestimento di arredi su misura. Pertanto non ho dovuto aprire una nuova partita iva, ma ho utilizzato quella già esistente dell’All-Pro. Il Laboratorio (un piccolo negozietto di 30mq) che si trova nel mio paese di residenza, a Busto Garolfo, è stato sistemato con un piccolo investimento (imbiancatura, pannelli di legno come rivestimento, e una sistemata all’impianto elettrico) e l’ho aperto nel dicembre 2013. Oggi dopo un anno e mezzo di attività posso dire che è diventato il mio nuovo lavoro: lavoro tanto su commissione, specialmente nella decorazione del mobile, un lavoro che adoro perché mi appassiona veramente .

Cosa consiglieresti a una persona che ha perso il lavoro e non riesce a trovare la forza di rimettersi in gioco?
Il mio consiglio è di non farsi gestire dagli eventi. Di prendere il toro per le corna, di tirare fuori le risorse che ognuno ha dentro pensando a cosa ci piace fare, alle passioni o agli hobby che ciascuno ha, perché non c’è nulla di più bello che svolgere un lavoro che ci appassiona.

Per concludere ci daresti un consiglio per riciclare qualcosa che tutti abbiamo in casa di cui sottovalutiamo il potenziale creativo?
Le nostre case sono piene di oggetti, se non ci piacciono più non è il caso, visto anche i tempi che corrono, di comprarne altri e di buttarli via! Ogni oggetto può tornare a nuova vita, semplicemente decorandolo: l’esempio più lampante è la decorazione del mobile, i vecchi mobiletti abbandonati in cantina o in soffitta, i vecchi mobiletti della nonna, possono tornare nuovi e perfettamente collocati in casa nostra, dipingendoli e trasformandoli negli stili di arredo che più ci piacciono. Dipingere è un’attività molto rilassante, che appassiona, che stimola la creatività e le emozioni che viviamo mentre siamo all’opera: lo consiglio a tutti come “terapia”. Fate delle prove e vedrete che risultati, poi se volete imparare le tecniche, in Laboratorio Creativo organizziamo diversi e divertenti corsi.

Se ti è piaciuto il mio blog, non perdiamoci di vista!

Ti aspetto su:

fbtwinst

 

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3 pensieri su “Perdere il lavoro e ricominciare da capo, la storia di Silvia Berra e del suo Laboratorio Creativo

    • Ciao Silvia! 🙂 Grazie mille per i complimenti, mi fa piacere che possa essere d’aiuto a qualcuno quello che scrivo. Alla fine le storie secondo me sono un ottimo rifugio e la miglior fonte di ispirazione soprattutto nei momenti di crisi! 🙂

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