Dire, fare, cambiare la propria vita a quarant’anni

Le storie finiscono, anche dopo tanto tempo. Così può capitare che, spogliati della quotidianità e dei punti di riferimento, la fine di un amore diventi il punto di partenza per una nuova rinascita personale e professionale. È la storia di Gaia Borzicchi che a quarant’anni ha deciso di cambiare vita. Non vi anticipo niente, scoprite la sua storia nella nostra chiacchierata! Continua a leggere

Walter Lazzarin alias lo scrittore per strada

Avrebbe potuto restare al suo posto aspettando l’occasione giusta. Lamentarsi, sperando che qualche grande editore o giornalista di spicco si accorgesse di lui. Invece, Walter Lazzarin, in arte lo Scrittore per strada,  due lauree nel cassetto e un posto da insegnante di Storia e Filosofia, ha preferito rinunciare all’insegnamento per portare tra le strade il suo ultimo libro: “Il drago non si droga“. A dare ritmo alla sua narrazione, una vecchia Olivetti, con cui tasto dopo tasto compone tautogrammi, brevi versi che cominciano tutti con la stessa lettera, che si mescolano tra i passanti dando vita a un originale filo narrativo. La sua storia mi ha incuriosita, così ho deciso di conoscerlo per scoprire qualcosa di più sul suo progetto. Quando l’ho sentito al telefono era a Roma e qui vi racconto cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata. Continua a leggere

Dopo la laurea, una pausa a Londra per imparare l’inglese: l’esperienza di Chiara Fratantonio

Vorrei raccontarvi di quando ho vissuto a Londra. Ho sempre sognato di vivere a Londra per qualche mese, sarei dovuta andare in vacanza dopo la laurea ma presa dalla (inutile) ansia di non perdere tempo è rimasta archiviata tra le cose che avrei voluto / vorrei fare ma non ho fatto. Così mi piace curiosare online tra le storie di chi ha fatto esperienze all’estero ed è proprio ficcando il naso qua e là che ho conosciuto Chiara Fratantonio e il suo blog Bushey Tales. Ci siamo trovate una sera su Skype a fare quattro chiacchiere, dove oltre ad avere la conferma che abbiamo molte cose in comune, mi ha raccontato un po’ della sua esperienza all’estero ed ecco quello che è venuto fuori dalla nostra chiacchierata. Continua a leggere

Tra magia e realtà: la storia di Walter Rolfo

Questa è la prima volta che mi trovo di fronte a un mago in carne e ossa. Come ogni mago, Walter Rolfo conosce i trucchi del mestiere e ne custodisce gelosamente i segreti. Il suo sogno è creare la magia 3.0, insieme ad Alessandro Marrazzo regista e scenografo di fama mondiale. È convinto che non ci sia niente di impossibile e a giudicare dal suo curriculum, sembra difficile contraddirlo. Oltre a essere illusionista e CEO dei Masters of Magic, è un imprenditore, ha scritto e condotto programmi televisivi per la RAI, ha creato insieme a Matteo Rampin e Pasquale Acampora, della Think Strange® Philosophy che insegna alle aziende di tutto il mondo. Il tutto partendo da una laurea in Ingegneria Gestionale. Non sono riuscita a capire esattamente di quante ore siano fatte le sue giornate e se nasconda un alter ego da qualche parte, tutto quello che sono riuscita a scoprire in questa intervista! Continua a leggere

Lascia il lavoro da manager per aprire una merceria: la storia di Erika e della sua Zucchero Filato

Ci sono strade che sembrano migliori di altre: lineari, ordinate, sicure. In una parola normali. Non tanto lontane, poi, ci sono quelle impreviste, quelle che non avevi considerato, ma sei contento di aver svoltato l’angolo e di esserti imbattuto in un mondo nuovo, senza certezze ma capace di restituirti un’onda di entusiasmo. Queste sono le storie che preferisco e che mi piace raccontare. Oggi vi presento Erika, una giovane mamma, che dopo aver lavorato per dieci anni nel settore finanziario ed essere diventata manager ha deciso di lasciar perdere un mondo fatto di numeri e rigidi calcoli per aprire la sua merceria Zucchero Filato, affiancata dalla sua piccola mascotte un cagnolino bianco di nome Kitty. Continua a leggere

Alla tua età dovresti: quello che tutti ti dicono alla soglia dei trenta

Se c’è una cosa che ho capito in questa pausa estiva è che alla bellezza di ventotto anni non sono vecchia, ma nemmeno (tanto) giovane. È un dato di fatto e non è solo questione dei chili di troppo che un tempo riuscivo a scrollarmi senza troppa fatica, mentre ora sembrano proprio non voler mollare la presa costringendomi a inserirli tra i buoni propositi di ormai un paio d’anni..
C’è chi mi dice: ” Non dimostri la tua età”. Ma intanto i giovani (quelli veri) alla fermata del pullman mi danno del LEI. Quando va bene e non mi chiamano SIGNORA, inconsapevoli nella loro spensieratezza dei terremoti psicologici che può generare questa parola alla soglia dei trent’anni. Continua a leggere