In risposta al ministro Poletti: “Le vacanze non sono mai troppe”

Se c’è una cosa che ho imparato in anni di studio è che: le vacanze non sono mai troppe, al massimo sono troppo poche. Questo è stato il mio pensiero di pancia di fronte alle dichiarazioni del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha aperto la discussione sulla possibilità di non sprecare i mesi estivi distesi al sole ma di investire in formazione e nell’opportunità di fare le prime esperienze di lavoro. Continua a leggere

Mollo tutto e faccio il giro del mondo: la nuova scommessa di Nina e Giuse

Nascere, crescere, studiare, trovare un lavoro, comprare una macchina, una casa, fare figli ecc… ecc… ecc… Questo è il prototipo di una vita normale, fatta di alti e bassi, che la maggior parte di noi percorre più o meno soddisfatto, senza uscire troppo dagli schemi con cui siamo cresciuti. Ma è davvero l’unica vita possibile? Tranquilli non intendo aprire un caso sui misteri del mondo! Non conosco la risposta, ma sono rimasta molto colpita dalla storia di Nina e Giuse, una coppia di opposti, che dopo anni di lavoro ha deciso di lasciarsi tutto (o quasi) alle spalle per fare il giro del mondo uscendo dal circolo vizioso del vivo per lavorare. Non credo che avrei mai il coraggio di fare una cosa simile, ma sono curiosa di sapere come andrà il loro viaggio. La data del primo volo è il 30 marzo e questo è il racconto della Nina, a poche settimane dalla partenza! Continua a leggere

Due apicoltori con la filosofia per la testa, la storia di Chiara ed Emanuele

Al cuor non si comanda. Eppure, a volte anche seguire le proprie passioni non basta per ottenere i risultati sperati. È la storia di Chiara Usseglio Mattei ed Emanuele Siragusa, due giovani torinesi, entrambi laureati in Filosofia, a pieni voti e senza ritardi con il sogno nel cassetto di diventare insegnanti di Filosofia e Storia. Per fare questo, hanno sostenuto gli esami integrativi previsti dal piano scolastico per poter insegnare entrambe le materie. Si sono iscritti alle classi di concorso e si sono messi in attesa di una chiamata. Ma il tempo passa e il telefono non suona mai, così decidono di concedersi un viaggio premio per la laurea attraverso l’organizzazione WWOOF, che permette di imparare un nuovo mestiere all’interno di un’azienda agricola. In cambio del proprio lavoro, viene offerto vitto e alloggio. Da qui la scoperta dell’apicoltura e la decisione a piccoli passi di farne un vero e proprio lavoro. Attraverso un’intervista telefonica con Emanuele ho cercato di scoprire la loro storia e questo è quello che è venuto fuori! Continua a leggere

Come passare da: “ho un lavoro ma non mi soddisfa” a “faccio quello che mi piace”, quattro chiacchiere con Danila Saba

Ci sono tanti buoni motivi per decidere di abbandonare un lavoro: un capo insopportabile (ne so qualcosa per il mio lavoro precedente), una retribuzione insoddisfacente (sì, non fa piacere), nessuna prospettiva futura (che ci sto a fare allora?)… Ma sfortunatamente non c’è nessuna formula magica che possa aiutarti a lasciarti alle spalle un lavoro o un ambiente lavorativo insoddisfacente, senza sensi di colpa, per dedicarti a un’attività appagante, magari un lavoro tutto tuo da gestire in piena autonomia. Quindi che si fa? No, non si getta la spugna! Si cerca una risposta nelle storie di chi c’è già passato prima di noi, come Danila Saba tecnicamente HR Specialist & Outplacement Consultant, in pratica un vero e proprio GPS per la realizzazione professionale. Danila non solo ha vissuto sulla propria pelle un cambiamento professionale, scegliendo di abbandonare il posto fisso in un’azienda per mettersi in proprio e oggi aiuta le persone a trovare la propria strada nel difficile mondo del lavoro. Continua a leggere

Foto scattata da Francesco Doglio

Dalla laurea in Giurisprudenza, a giornalista de La Stampa: la storia di Barbara Morra

Dove sta scritto che chi fa Giurisprudenza deve fare l’avvocato? La risposta è semplice: da nessuna parte. Eppure, non conto più le volte che le persone mi hanno guardato con aria perplessa, disorientati dalla decisione di abbandonare una carriera “di prestigio” pensionando codici e tomi di diritto in un armadio. Per fortuna che oggi ho un avvocato d’eccezione, Barbara Morra giornalista de La Stampa che dopo aver preso il titolo da avvocato (scommetto che qualcuno è già pronto a chiedere l’aggravante) ha scelto di chiudere in un cassetto la toga, per impugnare carta e penna dedicandosi a quello che più le piace fare: scrivere. Da allora, tutti i giorni porta nelle case dei lettori le vicende giudiziarie della provincia di Cuneo.  Continua a leggere