Lascia il lavoro da manager per aprire una merceria: la storia di Erika e della sua Zucchero Filato

Ci sono strade che sembrano migliori di altre: lineari, ordinate, sicure. In una parola normali. Non tanto lontane, poi, ci sono quelle impreviste, quelle che non avevi considerato, ma sei contento di aver svoltato l’angolo e di esserti imbattuto in un mondo nuovo, senza certezze ma capace di restituirti un’onda di entusiasmo. Queste sono le storie che preferisco e che mi piace raccontare. Oggi vi presento Erika, una giovane mamma, che dopo aver lavorato per dieci anni nel settore finanziario ed essere diventata manager ha deciso di lasciar perdere un mondo fatto di numeri e rigidi calcoli per aprire la sua merceria Zucchero Filato, affiancata dalla sua piccola mascotte un cagnolino bianco di nome Kitty. Continua a leggere

Vinci vs Pennetta: quando la storia insegna

Chi la dura, la vince. Non ho mai seguito il tennis (lo ammetto) ma la loro storia mi ha emozionato. Se già tra colleghi non è facile instaurare buoni rapporti, figuriamoci tra rivali. Eppure la storia di Flavia Pennetta e Roberta Vinci ci dimostra che tutto è possibile. Continua a leggere

Alla tua età dovresti: quello che tutti ti dicono alla soglia dei trenta

Se c’è una cosa che ho capito in questa pausa estiva è che alla bellezza di ventotto anni non sono vecchia, ma nemmeno (tanto) giovane. È un dato di fatto e non è solo questione dei chili di troppo che un tempo riuscivo a scrollarmi senza troppa fatica, mentre ora sembrano proprio non voler mollare la presa costringendomi a inserirli tra i buoni propositi di ormai un paio d’anni..
C’è chi mi dice: ” Non dimostri la tua età”. Ma intanto i giovani (quelli veri) alla fermata del pullman mi danno del LEI. Quando va bene e non mi chiamano SIGNORA, inconsapevoli nella loro spensieratezza dei terremoti psicologici che può generare questa parola alla soglia dei trent’anni. Continua a leggere

Come fare a costruirsi una nuova identità professionale da autodidatti: la storia di Laura Lonighi

Per chi, come me, lavora online Laura Lonighi è un vero e proprio punto di riferimento, non solo per la sua professionalità ma soprattutto per la sua grande capacità di raccontarsi e dare consigli sempre interessanti con semplicità. Tanto per capirci, non è la classica persona che se la tira, anche se avrebbe tutte le carte in regola per farlo! Leggendo la sua newsletter, ho scoperto con piacere qualcosa di più sul suo percorso professionale. Laureata in Restauro e beni culturali, dopo essersi scontrata con il difficile panorama del mercato del lavoro, ha scelto di ricominciare da capo ripartendo dalle sue passioni principali: il computer e la pittura.

Con determinazione e sacrificio è riuscita a costruirsi da autodidatta un’identità professionale nuova. Ho scelto di raccontarvi la sua storia perché credo possa essere una bella testimonianza di come sia possibile offrirsi una seconda possibilità, anche senza costosissimi Master ma solo con tanta buona volontà e passione. Curiosi di conoscerla? Continua a leggere

#Il lavoro che non ti aspetti, capitolo due: il game tester

Mi han sempre incuriosito i lavori “particolari”, quelli che – per intenderci – sfuggono dalle categorie tradizionali come l’avvocato, il medico, il commercialista. Questa curiosità probabilmente nasce dalla necessità di evadere dai rigidi schemi che una piccola città come Cuneo (dove vivo) impone. Qui infatti la maggior parte delle persone fatica a concepire che possano esistere altre strade, diverse da quelle canoniche. Non che si sforzino più di tanto a cercare di capirle. Inizialmente anch’io ho fatto fatica a trovare nuovi percorsi professionali, ma con il tempo e qualche viaggio ho scoperto che esistono un’infinità di opportunità inesplorate e in gran parte sconosciute. Una di queste è sicuramente il: game tester. Continua a leggere

Perdere il lavoro e ricominciare da capo, la storia di Silvia Berra e del suo Laboratorio Creativo

Ci sono momenti in cui la vita ci offre uno scorcio su più strade, lasciandoci l’illusione di poter scegliere quale percorrere. Altre volte, invece, senza preavvisi ci pone davanti a un vicolo cieco, una strada sbarrata che come unica via d’uscita impone un inaspettato passo indietro. È la storia di Silvia Berra, che dopo aver lavorato per dieci anni nel campo delle risorse umane, all’età di 38 anni, ha dovuto fare i conti con i tagli aziendali e da un giorno all’altro si è ritrovata senza un lavoro. Oggi va di moda dire: il lavoro non si cerca, il lavoro si crea. Si fa presto a dirlo, un po’ di più a farlo. Ricominciare da capo non è mai facile, eppure Silvia non si è arresa alle difficoltà e riscoprendo una sua vecchia passione ha aperto il suo Laboratorio Creativo, dove ogni giorno con amore e un sorriso, dona nuova vita ad oggetti usati salvandoli dalla “rottamazione”. La sua storia è la dimostrazione di come a volte basti cambiare punto di vista per vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Continua a leggere